Il bassista e contrabbassista Daniele Mencarelli presenta il suo album di esordio: “Salto nel vuoto” riesce a fondere  jazz, rock, canzone d’autore e musica classica

DI EUGENIO MIRTI; FOTO BARBARA RIGON

Bassista e contrabbassista perugino, Daniele Mencarelli è al debutto discografico da leader con “Salto nel vuoto”. Nove composizioni tutte originali, di cui otto a sua firma, dalle quali emergono diverse tradizioni musicali, dal jazz al rock alla classica. Al suo fianco la band Gruppo Irregolare, composta da Cristiano Arcelli al sax contralto, Emanuele Mencarelli alle tastiere, Marco Acquarelli alla chitarra e Alessandro Paternesi alla batteria. Il chitarrista Angelo Lazzeri è ospite nel brano da lui stesso composto, Poligoni verdi.

Il titolo del disco, e di un brano in esso contenuto, è emblematico.

Il brano si chiama Salto nel vuoto per descrive in maniera molto semplice il suo contenuto musicale, essendo costruito con arpeggi e pause. Mi piaceva dare questo nome anche all’intero album per sottolineare il rischio che si affronta quando ci si mette in gioco. Presentando la tua musica e i tuoi arrangiamenti, la domanda è come il progetto verrà accolto dagli ascoltatori.

Come sei riuscito a equilibrare jazz, rock, canzone d’autore e musica classica?

La mia formazione musicale, in effetti, si è costruita approfondendo linguaggi diversi. Mio padre mi ha fatto ascoltare molto jazz. Io mi sono concentrato su gruppi classici come Emerson, Lake & Palmer, Deep Purple e Led Zeppelin, sono un grande estimatore dei Police e nel corso degli studi mi sono appassionato in particolare alla musica barocca e sacra, per fare un nome Johann Sebastian Bach. L’orientamento che ho seguito nelle composizioni è stato proprio quello di unire e mescolare i diversi generi nella maniera più armoniosa possibile.

Come hai lavorato per bilanciare scrittura e improvvisazione?

In realtà avevamo registrato il disco tre anni fa, ma non ne ero soddisfatto e così il lavoro fu lasciato in sospeso. Il gruppo in seguito ha provato moltissimo strutture e arrangiamenti, discutendo sulle parti, sui soli e sul modo di affrontarli; è riuscito a realizzare una trama sonora fitta, come nella musica da camera classica, nella quale gli strumenti dialogano continuamente. Lavorando in questa maniera siamo riusciti a ottenere il valore aggiunto dovuto alla forza del collettivo che emerge in maniera evidente.

Perché aspettare di avere trentasei anni per pubblicare il primo disco da leader?

Sono di indole pigra e anche timido. Prima di espormi volevo sentirmi pronto nel mio percorso di maturazione stilistica e di ricerca compositiva. Un processo che è stato sicuramente aiutato dallo sviluppo delle differenti esperienze che ho compiuto nel corso degli anni in ambito etnico, folk e pop, oltre che jazz.

A che cosa si deve scelta di affiancare l’organo Hammond alla chitarra, due strumenti entrambi armonici?

Sono due elementi molto importanti per il suono che desideravo: l’organo Hammond ha un “attacco” sonoro inferiore rispetto alla chitarra, che ne possiede uno molto nitido. Ciò ha permesso di utilizzare una tavolozza sonora molto più ampia e di realizzare parti quasi “sinfoniche” nella loro complessità timbrica.

Quale aspetto del disco ti soddisfa di più?

Sono felice del fatto che in “Salto nel vuoto” sono rappresentate sia le individualità sia la forza del collettivo. Siamo riusciti, inoltre, a realizzare la musica proprio come l’avevo immaginata quando la scrissi.

Daniele Mencarelli Salto nel vuoto

Daniele Mencarelli

Salto nel vuoto

  • PICANTO, 2010 (EGEA )

Daniele Mencarelli (cb, b el); Cristiano Arcelli (alto); Emanuele Mencarelli (tast); Marco Acquarelli (ch, ch ac); Alessandro Paternesi (batt); Angelo Lazzeri (ch ac su #6)

“Salto nel vuoto” è un lavoro variegato, sintesi di molte e differenti esperienze musicali. Si caratterizza per una dirompente forza del collettivo. Speed presenta un tema efficace, sorretto dall’intenso lavoro della ritmica; l’aspetto melodico si mantiene anche nel solo di sax, per poi sfociare in un aggressivo intermezzo d’organo Hammond. Intro è la virtuosistica introduzione di Mencarelli a Il monello, brano con impostazione slow funk, mentre Prayer è una composizione permeata di influssi classici e musica sacra.

Se Oltre l’atmosfera contiene echi di pop song raffinata, l’apertura su tonica e sottodominante di Dream’s Song – affidata a chitarra con tremolo e organo Hammond – richiama i momenti più classici della storia del rock, aprendosi in un tema condotto dal sax con molti arpeggi alterati ed esplodendo nell’incendiario assolo di chitarra.

La conclusiva Rollins è costruita con un divertente obbligato ritmico di basso e batteria cui si sovrappongono la chitarra wah wah e il tema jazz-rock del sax, un’escursione ideale nei primi anni Settanta, che prelude invece a uno sviluppo aperto e quasi free, senza tempo. “Salto nel vuoto” presenta la sintesi di generi diversi che convivono efficacemente grazie alla capacità di scrittura di Mencarelli e alle doti musicali del Gruppo Irregolare. (EM)