Registrare un album così fantasioso richiede un’abilità musicale di rilievo: il primo album dei Tricycles, “Eclectricity”, è un esperimento di successo

Eclettismo di qualità: ecco "Eclectricity" dei Tricycles

TRICYCLES (GIAMMARCO/DEIDDA/ARNOLD)

ECLECTRICITY

  • PARCO DELLA MUSICA, 2012 (EGEA)

Maurizio Giammarco (ten, sop, fl, pf, elettr); Dario Deidda (b el); John Brandon Arnold (batt, perc, elettr)

Se c’è un comun denominatore, tra i brani di “Eclectricity”, è proprio la loro continua variazione. Da energici funky (Brownside, The Seven Step Program) a pezzi totalmente liberi (Slam), da riletture monkiane (la trilogia Monk’s Mood, Misterioso, Little Rootie Tootie) a inserti di elettronica (Wet, i brevi frammenti intitolati Intermission), da omaggi a Jimi Hendrix (Jimi’s Changes) a echi ambient (Green Interlude), le venti miniature che compongono il disco (molti dei brani si aggirano intorno ai due o tre minuti, e i più lunghi superano di poco i cinque) disegnano il profilo di un gruppo che fa dell’eclettismo più spregiudicato la propria marca distintiva.

Perché un progetto del genere regga, requisito indispensabile è la levatura dei musicisti. Qui, infatti, si dimostrano capaci di tessere, all’interno di tale varietà, un discorso coerente. Sfruttando da un lato le risorse di un virtuosismo solido ed estroverso, dall’altro l’affiatamento e l’unità di visione derivati dalla lunga esperienza maturata insieme. (SP)

Lost In The Tracks / Brownside / Slam / Turbamento / Green Interlude / Jimi’s Changes / Intermission I / Wet / The Seven Step Program / Intermission 2 / Darmonics / The Playmaker / Monks Mood / Misterioso / Little Rootie Tootie / Intermission 3 / Drumsolo / He Ought To Be One Of Those Old Hippies / Zombie’s March / Everything Ends Here