Prima di essere colleghi nella musica, Joe Locke e Geoffrey Keezer sono amici da una vita. Insieme hanno inciso “Signing”

DI ANTONINO DI VITA

Joe Locke e Geoffrey Keezer, insieme per "Signing"

Il pluripremiato Joe Locke e il versatile Geoffrey Keezer, oltre a essere amici di lunga data, sono promotori di un modernismo non iconoclastico, memore della tradizione jazzistica ma consapevole degli influssi esterni. Una carriera marcata da fervente polimorfismo artistico, che li ha portati a maturare progetti comuni di diversa natura, nell’arco di questi ultimi dodici anni: il New Sound Quartet, poi il trio cameristico Storms/ Nocturnes, a fianco del sassofonista Tim Garland, non ultimo il Joe Locke/Geoffrey Keezer Group.

Dopo i riconoscimenti decretati alla loro prima uscita come Locke/Keezer Group, “Live In Seattle” (Origin, 2006), i due co-leader ricostituiscono l’organico che aveva nello stile inusuale di Terreon Gully e nelle coniugazioni di Mike Pope il punto d’appoggio. E ricreano la sinergia nata dal profondo grado d’interazione del combo. A siglare le otto tracce di “Signing” (quattro di Locke, due di Keezer e due cover) c’è la neonata collaborazione con l’etichetta Motéma.

Signing, dalla title-track a Coltrane

La title-track sfodera una linea tematica a trama discendente eseguita dal vibrafono con il contrappunto della sezione ritmica. Gli fa eco l’ispido arpeggiato circolare di Keezer, dotato di un solido tocco, ma perfettamente controllato, spezzato da una decontrazione che allenta la tensione e genera attesa.

Le complesse geometrie poliritmiche di Terreon Gully sono abbinate a una tecnica sviluppata più sui piatti che sulle pelli, a creare un suono secco e sottile, hip hop oriented, dalla raffinata articolazione. L’originale arrangiamento riservato alla partitura di Coltrane, Naima, proviene da un antecedente lavoro di trascrizione effettuato da Locke sulle musiche del sassofonista e commissionatogli dalla Scottish National Orchestra.

Il tema principale è agganciato all’arpeggio di un brano preesistente scritto dal vibrafonista per il New Sound Quartet (Snowfall In Central Park) in un funzionale gioco a incastro. I toni dello strumento di Locke assumono sfumature quasi vocali nella trasposizione letterale di Hide And Seek. Un atto d’amore verso la celebre composizione dell’eclettica performer inglese Imogen Heap.

Omaggi letterari

Disco composito, che attinge nuova ispirazione dalla letteratura. Da un lato, la serenità interiore profusa da This Is Just To Say, costruita attorno ai versi dell’omonima elegia del poeta statunitense William Carlos Williams. Dall’altro, l’inquieta malinconia di The Lost Lenore (edita con il trio Storms/Nocturnes come Her Sanctuary) prende spunto dal poema di Edgar Allan Poe Il corvo.

Lo stile polifonico (complice l’utilizzo di Quattro battenti) è associato a lunghe risonanze. Questo permette a Locke di imbastire intriganti linee melodiche, intrecciandole poi con le implacabili architetture di Keezer (Terraces, Darth Alexis).

JOE LOCKE/GEOFFREY KEEZER GROUP

SIGNING

  • MOTÉMA , 2012

Joe Locke (Vib); Geoffrey Keezer (pf, Rhodes, omnisphere); Terreon Gully (batt); Mike Pope (b el, cb)

Signing / The Lost Lenore / Darth Alexis / Naima / Hide And Seek / Her Sanctuary / Terraces / This Is Just To Say