Il pianista Marco Detto riunisce un ensemble ricchissima per la registrazione di “In The Mean Time”. Ecco la recensione dell’album, brano per brano

Marco Detto IN THE MEAN TIME

Marco Detto

IN THE MEAN TIME

  • MUSIC CENTER, 2010 (PROPRIA)

Marco Detto (pf, tast); Marco Ricci (cb, b el); Antonio Fusco (batt); Antonello Monni (sop, ten, cl, clb); Alberto Mandarini (tr, flic); Sabrina Sparti (voc); Marco Padovani (alto, fl); Matteo Schiatti (ten, bar); Ruggero Pari (corno); Mario Mariotti (tr, flic); Alessandro Castelli (trn, euphonium)

Nel disco spiccano composizioni e arrangiamenti che ottengono il massimo rendimento dalle caratteristiche d’ogni singolo strumento, creando un’originale fusione sonora, come dimostra Nel frattempo, una sorta d’incontro tra i mondi musicali di Glenn Miller e quelli dei Brecker Brothers.

Correndo lontano inizia con una veloce intro cui segue un tema esaltato dall’arrangiamento, con la ritmica trascinante che sorregge gli efficaci soli di alto e pianoforte. Step By Step ricorda le atmosfere dello Zawinul Syndicate, per poi sfociare in un bel groove rhythm and blues, mentre Mr. Monk è un omaggio al pianista americano sia nel fraseggio sia nella scelta dei cluster. La chiusura è affidata al brano L’equilibrista suonato in una versione piano e voce, che termina in maniera soffusa un lavoro denso d’idee. (EM)

Correndo lontano / L’equilibrista / Step By Step / Nel frattempo / Luce / Mr. Monk / Il viaggiatore / Minella / L’equilibrista

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