Un incontro tra due pianoforti simboleggia la rinascita del jazz afroamericano: ecco “Plenty Swing, Plenty Soul”, di Eric Reed e Cyrus Chestnut

Eric Reed & Cyrus Chestnut PLENTY SWING, PLENTY SOUL

Eric Reed & Cyrus Chestnut

PLENTY SWING, PLENTY SOUL

  • SAVANT, 2010 (IRD)

Eric Reed, Cyrus Chestnut (pf); Dezron Douglas (cb); Wille Jones III (batt)

Reed e Chestnut sono eccellenti prodotti di quella rinascita afroamericana del jazz che, fra molte polemiche, prese l’avvio con i Giovani Leoni degli anni Ottanta ribaltando le tendenze allora prevalenti. Il loro pianismo riassume e prosegue lezioni disperse lungo un ampio arco di tempo, ma unificate dalla centralità dello swing e del blues nelle varie incarnazioni vissute dal ragtime al jazz modale.

Qui assistiamo al loro incontro dal vivo, due pianoforti e una sezione ritmica sulle tracce degli accompagnatori di Oscar Peterson. L’impronta generosa del maestro canadese è ben presente, in un florilegio dialettico mai ridondante. L’intreccio delle voci è vitale e sorridente. È poi sostenuto dalla finezza di tocco, frasi, armonizzazioni e dalla comune formazione in ambito gospel, ben presente nella discografia di Chestnut, messa in chiaro da Reed con la sua Prayer. (VP)

I’ll Remember April / All The Things You Are / Two Bass Hit / Lift Every Voice And Sing / It Don’t Mean A Thing If It Ain’t Got That Swing / Prayer / Plenty Swing, Plenty Soul